Il cliente in sala riunioni chiede la password del Wi-Fi e gliela si dà: succede in quasi tutti gli uffici. Ma quella password apre la stessa rete su cui ci sono PC, server, NAS e stampanti dell’azienda.
Perché è un rischio
Un dispositivo ospite infetto, o una persona curiosa, può vedere le risorse condivise, tentare accessi al server o intercettare traffico. Inoltre la password circola: dopo qualche anno la conoscono ex dipendenti, fornitori, vicini di ufficio. E il traffico degli ospiti consuma la banda che serve per lavorare.
Come funziona una rete ospiti
Una rete ospiti è un Wi-Fi separato, con nome e password propri, che dà accesso solo a internet. I dispositivi collegati non vedono i computer dell’ufficio e, con una buona configurazione, nemmeno tra di loro. Si può limitare la banda disponibile e cambiare la password periodicamente senza disturbare chi lavora.

Cosa serve
- access point o router che supportino più reti Wi-Fi;
- un firewall o uno switch in grado di gestire reti separate (VLAN);
- regole che impediscono il passaggio tra rete ospiti e rete aziendale;
- eventualmente una pagina di accesso con condizioni d’uso.
Non solo ospiti
Lo stesso principio vale per altri dispositivi: smartphone personali dei dipendenti, telecamere, smart TV delle sale riunioni, macchinari collegati. Separare le reti per tipo di dispositivo è una delle misure più efficaci e meno costose per migliorare la sicurezza dell’ufficio.
Domande frequenti
Serve cambiare tutti gli apparati per avere la rete ospiti?
Non sempre: molti access point professionali già installati la supportano. Se c’è solo il router del provider, spesso conviene aggiungere un firewall o access point gestiti.
Il Wi-Fi ospiti è obbligatorio per legge?
No, ma offrire internet ai clienti sulla rete aziendale espone a rischi di sicurezza: separarla è una buona pratica.